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La presenza della vite in Abruzzo risale all’epoca Romana, e da allora i vini Abruzzesi sono menzionati negli scritti di autori di ogni epoca, a partire da Polibio, che menzionò i vini narrando le gesta di Annibale nella battaglia di Canne. Andrea Bacci, nell’opera «De naturali vinorum historia de vinis Italiae» del 1596, parla dei vini di Sulmona e del territorio dei Peligni e Michele Torcia nel 1792 descrive per la prima volta la presenza del vitigno Montepulciano in Abruzzo. Nel 1897 Edoardo Ottavi e Arturo Marescalchi nel «Vade-Mecum del commerciante di uve e di vini in Italia», menzionano i vitigni Camplese o Campolese, il Racciapollone , il Tivolese, il Verdicchio, la Malvasia, il Moscatello, il Cordisco e il Primutico , il Gaglioppo, l’Aleatico, il Lacrima.