C A S T E L L A R E   D I   C A S T E L L I N A

Castellare di Castellina, nel cuore del territorio del Chianti Classico ha in totale 80 ettari, di cui 20 a uliveto. Quelli a vigneto sono 33, situati sulle colline di un anfiteatro naturale, esposto a sud-est, con un’altitudine media di 370 metri sul livello del mare. Le vigne hanno un’età fra 7 e oltre 45 anni e le rese per ettaro a Castellare sono molto basse, per ottenere il massimo della qualità. Un’ottima esposizione al sole, un buon drenaggio dell’acqua, un suolo misto di marne calcaree, galestro e poca argilla danno vini, sia rossi che bianchi, molto ben strutturati, intensi e adatti a un lungo invecchiamento in bottiglia. Il censimento delle viti, intrapreso nel 1979, ha consentito, grazie ai risultati del vigneto sperimentale e alla micro vinificazioni effettuate e comparate, di reinnestare sia il Sangioveto che la Malvasia Nera con i migliori cloni emersi dal lavoro scientifico dei due assistenti del Professor Scienza per i quali Castellare aveva istituito due borse di studio per dottorato di ricerca. Con quel lavoro e con l’incoraggiamento del Professor Peynaud a lavorare sul Sangioveto oggi le vigne di Castellare hanno i cloni migliori per quel terroir. Nelle vigne di Castellare non si usano prodotti chimici di sintesi per il rispetto della natura e per fare vini organici. Questa filosofia è testimoniata dalle etichette che hanno ogni anno il disegno di un uccello diverso, sempre più raro per l’uso indiscriminato di veleni e diserbanti nelle vigne.
La prima annata di Castellare di Castellina risale al 1977. In etichetta compare un Cardellino (Carduelis carduelis). La decisione di usare questo delizioso uccellino, così comune nelle campagne toscane e anche tanto celebre nell’iconografia (si pensi alla Madonna col Cardellino di Raffaello) venne presa non solo per rendere omaggio alla sua bellezza, ma per una precisa scelta di quella che viene oggi chiamata vision o filosofia produttiva. In Chianti, infatti, quel che più di ogni altra cosa mette in pericolo la fauna avicola, locale o di passo, non è già la caccia, quanto il ricorso ai pesticidi, così diffuso per le coltivazioni intensive e specializzate come quelle della vite. La decisione di Castellare di Castellina, che ha anticipato scelte simili poi intraprese da altre aziende, è stata quella di evitare il ricorso a erbicidi, pesticidi e ad ogni genere di prodotto chimico sistemico. Da quella primissima etichetta, ogni nuova annata dei vini di Castellare di Castellina, omaggia una delle tante specie d’uccelli che rendono più colorata e più melodiosa la campagna chiantigiana e che il trattamento indiscriminato di prodotti chimici di sintesi mette a rischio. Una scelta ecologica che è stata poi estesa a tutte le altre aziende di Domini Castellare di Castellina.
Ispirata dalla vision originale di Castellare di Castellina, Rocca di Frassinello ha ulteriormente proseguito sul cammino della sostenibilità.